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700esimo anniversario Dantesco

Ebbene sì, anche noi per celebrare il 700° anniversario della scomparsa di Dante Alighieri, avvenuta tra il 13 e 14 settembre del 1321, in collaborazione con il Comune di Montechiarugolo e la Biblioteca e Ludoteca di Monticelli Terme, ricorderemo e omaggeremo il sommo Poeta.
Tre incontri, tre viaggi, tre scoperte durante i quali gli spettatori accompagnati dalla voce di Giuseppe Piccione e dalle note di Marco Marinelli andranno a (ri)scoprire alcuni brani della Divina Commedia.
Lo scopo dei tre incontri è di far avvicinare gli spettatori alla poetica di Dante in maniera semplice, evocativa ma diretta attraverso un viaggio tra demoni infernali, anime in attesa ed angeli paradisiaci.

INFERNO - venerdì 1 ottobre, ore 21:00
PURGATORIO - venerdì 15 ottobre, ore 21:00
INFERNO - venerdì 29 ottobre, ore 21:00

Gli incontri saranno nella Biblioteca e Ludoteca Pier Paolo Pasolini di Monticelli Terme.
Evento gratuito su prenotazione:
biblioteca@comune.montechiarugolo.pr.it
tel. 0521687 786

Prossimi appuntamenti

Lectura DANTIS

un ciclo di tre incontri di lettura e musica dedicati alla Divina Commedia
INFERNO - venerdì 1 ottobre, ore 21:00
PURGATORIO - venerdì 15 ottobre, ore 21:00
INFERNO - venerdì 29 ottobre, ore 21:00
Biblioteca e Ludoteca Pier Paolo Pasolini
Via Marconi, 13/b - Monticelli Terme (Parma)


Questione di culo?

11/11/2020 - una questione tutt'ora aperta

Da poco c'è stata l'ennesima manifestazione per la cultura. E noi ci siamo stati, c'eravamo, a Bologna. E siamo stati lì per niente. Non c'era unità, era assente. L'assenza spettacolare, appunto. Ma sembra essere l’essenza, la vera assente spettacolare.

Non ce l'abbiamo con gli organizzatori, con la CGIL. Non ce l'abbiamo con il Coronavirus. E non ce l'abbiamo nemmeno con Franceschini.

 

Ce l'abbiamo con questa cultura che da 30-40 anni è sempre andata verso la stessa direzione. L'unica direzione. Quella dei soliti. Della gente che si crede importante. E hanno il coraggio di dire che la cultura salvi. Ma ad essere salvati sono sempre gli stessi...

 

Che cultura è una cultura che salva sempre gli stessi? Non è cultura, è business. Allora cosa manifestiamo a fare se poi tanto i risultati sono questi, gli stessi? Finito il lockdown e finito il tempo del "siamo tutti uniti", dell'andrà tutto bene, sono tranquillamente ripartiti i festival, è stato riaperto timidamente qualche teatro e c'erano sempre le stesse facce, gli stessi artisti, le stesse compagnie.

 

Perché (e per chi) dovremmo scendere in piazza?

Per la categoria? Forse ci stiamo.

Per i soliti? Allora no. Tanto per loro una volta riaperto… tutto passa.

E si ritorna a non essere presi sul serio.

A non venire ascoltati. A non essere ricontattati.

Perché in tempo di crisi dobbiamo fingere di essere tutti uniti quando in realtà la quotidianità è ben lontana da tutto questo?

Non manifestiamo per salvare il culo a loro.

Anche se c'era gente (della categoria) che alla manifestazione era venuta per guardarlo il culo, quello di una ragazza in leggings, e commentarlo con qualche collega.

 

Altro che cultura.

È tutto business e... questione di culo.

 

“Sentimi, per Dio, sentimi! Io soffro. Non vedi che soffro?”

L’uomo, la bestia e la virtù – Pirandello



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